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Positana News 26/12/2008

 

I guerrieri di Fortmann; dall´oggetto al suono

 

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I musicisti di Piano Solo

 

Bagno di folla al Salone dei marmi per Paolo Francese, Alessandro Lapegna e Devis Tarolli che hanno chiuso la VII edizione del Festival Internazionale Piano Solo con la prima esecuzione mondiale dei “Krieger der Nacht”

 

“Uno ha prodotto due; due hanno prodotto tre; tre hanno prodotto i diecimila esseri. Il soffio vuoto ne fa una mescolanza armoniosa”. E´ questa una citazione del Tao te ching, giuntami attraverso gli scritti di John Cage, che ci piace donare quale talismano al brano del compositore svizzero Thomas Fortmann “Krieger der nacht”, proposto in prima esecuzione mondiale nella serata di chiusura della VII edizione del Festival Internazionale Piano Solo, promosso da Matteo Napoli e Paolo Francese, unitamente al comune e alla provincia di Salerno. In un Salone dei Marmi affollato, i riflettori si sono accesi sui due pianoforti di Carlo Alessandro Lapegna e di una gemma oramai di valore internazionale del suo magistero, Paolo Francese, sostenuti dalla batteria di Devis Tarolli. La composizione è stata ispirata a Fortmann dai tredici guerrieri del suo amico Daniel Spoerri, sculture bronzee che dialogano con l´aria e con il vento.

Dalla materia a quello che materia non è, dal fare spazio alla rarefazione delle cose e degli oggetti, Daniel Spoerri e Thomas Fortmann alzano seducenti guerrieri d´aria per giocare una guerra indolore con lo spazio di realizzazione e il tempo di esecuzione; e per tracciare, infine, un necessario filo rosso legato al farsi e disfarsi delle cose, all´incanto, “incantamento” ha suggerito Javier Marías in un suo romanzo del 1994, il cui titolo, di matrice shakespeareiana, è naturalmente, preambolo al conflitto leggero della creazione e della vita, “Domani nella battaglia pensa a me”.

Sulle immagini del raffinato ed intenso video di Isabel Briskorn, i tredici guerrieri, hanno marciato, combattuto, instaurando un ponte di emozioni e sensazioni con l´uditorio, liberando così il Tempo. I due pianisti e il batterista hanno dovuto metter mano ad una partitura molto complessa, da calibrare al millesimo, in cui il primato dell´armonia è respinto, anche se continua ad esistere quale elemento funzionale, dominata da una dinamica retta nata dall´unione di idee melodico narrative con forti blocchi percussivi. C´è un inzepparsi in Fortmann di idee musicali articolate in frasi che ancora significano quel tipo di musica narrativa che fu di compositori quali Stravinskij e Varèse oltre che quali quel Copland che riduce il tutto, però, a realismo immaginifico. Quello che Fortmann aggiunge al realismo mimetico del rock, all´energia che è nell´evento musicale per  coincidenza tra quella del palcoscenico e della platea, alla trance in cui s´avvolge tutto l´insieme grazie anche alla sincronizzazione musicale delle immagini. Come il rock la musica del compositore svizzero non sembra impegnata a convincere, ma ad agire in senso concorde. La concordanza avviene, però, sul criterio dell´opposizione che, entrando in gioco, entra nelle cose, manifestandosi come opposizione concorde.

Duro il lavoro dei tre musicisti che hanno dovuto amalgamare la scrittura classica dei pianoforti, con qualche strambata jazzistica e la batteria rappresentante l´anima del rock, un mondo imbrigliato che produce desideri e passioni che la musica continua a raccontare, scrivendo nuove pagine di appunti per inaugurare un dialogo ferace tra diversi generi.

Applausi calorosissimi dell´esigente pubblico in sala al trio, al quale si è aggiunto un compiaciuto Thomas Fortmann, il quale ha deciso di far partire proprio da Salerno la tournèe che porterà in giro per il mondo “Krieger der Nacht”.

 

Olga Chieffi

 

                                        

 

                                                                                                              

 

   

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