|
Thomas FORTMANN
è nato a Berna. A sedici anni scrive una canzone che diventerà famosa in tutto il mondo. Nei successivi 10 anni oltre cento dei suoi brani sono stati incisi da artisti e gruppi e rivenduti in 27 paesi. È anche l’autore del musical «Tell» che è stato un grande successo e allo stesso tempo uno dei più grandi scandali che la Svizzera ha vissuto, per il modo alquanto dissacratorio con cui viene rappresentato il suo più grande eroe nazionale.
A ventisei anni conclude la sua carriera nell’ambito della musica leggera e riprende gli studi di composizione ed strumentazione. Inizia così un nuovo ciclo artistico che lo vedrà autore di composizioni quali:
- «L’Oratorio Francescano» – commissionato dal Patriziato di Berna
- «Sommerfrau & Winterwolf» – commissionato dalla Città di Zurigo
- «Il Gallo e la Croce» – commissionato dal progetto Caleidoscopio della Comunità Euopea
- «Pinocchio» il musical – commissionato dall’Opera di Zurigo
- «Collodis Pinocchio» teatro musicale – commissionato dal teatro Nuithoni (Mumenschanz)
- «Pitagora», sinfonia n.1 – commissionata dall’Ufficio Culturale del Governo Svizzero
- «Aion», sinfonia n.2 – commissionata dal Cantone Ticino
- «Requiem per un bambino mai nato»
- «Tango Catolico & Blues»
- «Ladyboy» – commissionato dallo Zyklorama, Zurigo
- «Little American Night Music» – per il Festival internazionale W.A. Mozart a Rovereto
- «Strictly OFF Limits» music by Zappa & Fortmann
- «Guerreri della Notte»
Nel 1985 Tommy Fortmann si trasferisce con sua moglie e le tre figlie in Toscana, dove fonda tra l’altro l’Accademia Amiata e il Festival «Toscana delle Culture». Al momento sta lavorando ad una terza sinfonia – chiamata Etruria – per l’orchestra sinfonica di Huston. La musica di Thomas Fortmann non appartiene a nessuna scuola particolare. Egli ha studiato le varie tecniche di composizione, mantenendo come autodidatta una certa distanza e una posizione critica a riguardo. Questo ha portato ad uno stile particolarmente personale, in cui impulsi contemporanei molto diversi, spesso anche contrari, si uniscono. I metodi di composizione sembrano interessargli soltanto come gioco ed espressione formale. Da qui lo sviluppo di idee originali, come ad esempio «la tecnica dodecafonica complementare». Anche se spesso la struttura è molto complessa, rimane per lui sempre importante rivolgersi in maniera diretta e immediata alle emozioni dell’ascoltatore.
«Comporre è un viaggio avventuroso. I segnali stradali però non dovrebbero diventare l’esperienza vissuta di tale viaggio. Per questo la forma deve essere al servizio del contenuto e dell’espressione di un’opera e non viceversa!»
|